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Fonte:
"Herba Italica" http://www.herbaitalica.com
Descrizione,
Etnobotanica
Reishi è il
nome giapponese del frutto di un fungo basidiomicete, il Ganoderma
Lucidum (Mannentake) appartenente alla famiglia delle Polyporaceae.
Esistono varie specie di Ganoderma, ma la più utilizzata è la
varietà lucidum, il cui frutto è di un intenso colore rosso. Il
frutto è caratterizzato da un intenso sapore amaro, e il grado di
amarezza varia a seconda delle condizioni e luogo di coltivazione.
Reishi è sin dai tempi antichi conosciuto nella tradizione popolare
giapponese e cinese come erba divina della longevità, in grado di
aumentare lo stato generale di salute e il benessere fisico. I
numerosi studi scientifici effettuati su questo fungo, lo
configurano attualmente come un prezioso "nutriceutico", e
come materiale di partenza per l’ottenimento di farmaci. Reishi è
impiegato per il trattamento di più di 20 patologie, che vanno
dall’emicrania, ipertensione, artrite, nefrite, diabete,
ipercolesterolemia, allergie, a importanti problemi cardiovascolari,
neurodegenerativi e cancro.
PROPRIETA’
Le numerose proprietà
benefiche di Reishi sono dovute a composti organici quali
aminoacidi, triterpeni, steroli, lipidi, alcaloidi, polisaccaridi,
vitamine e minerali. Più precisamente contiene calcio, ferro e
fosforo, vitamine C, D, B, incluso l’acido pantotenico, che è
essenziale per la funzione nervosa. Le principali attività
farmacologiche di Reishi e le sostanze bioattive coinvolte, vengono
di seguito passate in rassegna.Tuttavia allo stato attuale sono in
corso ulteriori ricerche per convalidare i primi risultati ottenuti
da ricerche effettuate con rigore scientifico.
- Attività adaptogena. Reishi é un
adattogeno, con proprietà simili al ginseng. L’adenosina
contenuta in Reishi spiega il suo impiego nella medicina cinese,
per calmare la tensione nervosa. L’adenosina rilascia la
muscolatura scheletrica, ha un effetto sedativo sul sistema
nervoso centrale, ed è un azione antagonista sulla attività
stimolante della caffeina.
- Attività anti-infiammatoria
preventiva di malattie neurodegenerative e cardiovascolari.
L’estratto di Reishi è stato positivamente valutato per la
sua attività anti-infiammatoria, sia per somministrazione orale
che topica. Il componente responsabile di questa proprietà è
stato isolato ed identificato, come un analogo dell’idrocortisone,
che non possiede però gli effetti collaterali, caratteristici
degli antifiammatori steroidei, e non-steroidei. Inoltre
l’attività anti-infiammatoria è importante, poiché
l’infiammazione è coinvolta nello sviluppo di serie patologie
neurodegenerative tipiche dell’età senile, come il morbo di
Alzheimer. L’impiego di Reishi è visto nella prospettiva di
mitigare gli effetti di questa malattia devastante, non solo per
le proprietà antiinfiammatorie, ma anche per la capacità di
Reishi di agire positivamente sullo stato di benessere degli
individui anziani. Reishi è utile per aumentare in questi
soggetti l’energia vitale, la facoltà di pensiero e prevenire
la perdita di memoria.
L’attività
antinfiammatoria di Reishi è stata valutata anche nell’ambito di
altre patologie che vedono lo stato infiammatorio concausa della
loro insorgenza: le malattie cardiovascolari.
- Attività antiipertensiva.
L’attività antiipertensiva è dovuta ai 112 triterpeni
identificati, ad azione ACE-inibitrice. In particolare gli acidi
ganoderici (B, D, F, H, K, S e Y), il ganoderale A, e il
ganoderolo A e B sono responsabili dell’attività ipotensiva.
- Attività antitrombotica. La
valutazione della capacità inibitoria dell’aggregazione
piastrinica dell’estratto di Reishi, ha condotto
all’isolamento e identicazione degli agenti responsabili,
derivati dell’adenosina e della guanosina.
- Attività ipoglicemica. L’estratto
di Reishi è risultato efficace nella riduzione dei livelli di
glucosio nel sangue, dopo solo due mesi di trattamento.
L’attività ipoglicemica è dovuta ad un aumento dei livelli
di insulina nel plasma, e ad un accelerato metabolismo del
glucosio, sia a livello dei tessuti periferici che del fegato.
- Attività immunostimolante e
antitumorale. I composti contenuti in Reishi sono stati
classificati come potenziatori delle difese dell’ospite, poiché
possiedono proprietà immuno-stimolanti. In virtù della capacità
di potenziamento delle difese fisiologiche dell’ospite, questo
fungo viene attualmente valutato come agente carcinostatico, su
base immunomodulatoria, senza peraltro possedere gli effetti
collaterali indesiderati degli antitumorali tradizionali.
L’effetto antitumorale è mediato dal rilascio di citochine da
parte di di macrofagi e linfociti T attivati. Negli ultimi anni
si stanno moltiplicando gli studi sulle proprietà antitumorali
di Reishi. Le indicazioni per la supplementazione di Reishi
nella terapia antitumorale è finalizzato a ridurre gli effetti
collaterali della chemio e radio-terapia; al prolungamento della
sopravvivenza e al miglioramento della qualità di vita dei
pazienti; alla riduzione dei rischi di metastasi; alla
prevenzione dell’incidenza e delle recidive della malattia.
Queste proprietà sono dovute all’azione di varie sostanze in
esso contenute:
a) Triterpenoidi
citotossici quali gli acidi ganoderici;
b) Polisaccaridi ad
attività antitumorale e i loro complessi proteici;
c) Derivati del
germanio. Reishi contiene un elevata concentrazione di germanio,
importante elemento al quale è riconosciuta l’attività
antitumorale attraverso la stimolazione dell’interferone, ed
inoltre il germanio è in grado di ridurre il dolore che accompagna
gli stadi terminali della malattia cancerosa.
d) Fibre alimentari.. L’elevato
numero di fibre alimentari contenuto nel fungo è costituito da
b-glucano, sostanze chitiniche, eteropolisaccaridi, che possiedono
un attività carcinostatica sia su base farmacologica che
fisiologica, poiché sono in grado di prevenire l’assorbimento e
di favorire l’eventuale escrezione di sostanze carcinogeniche.
- Attività epatoprottettiva. Studi
clinici sull’estratto secco di Reishi effettuato su pazienti
affetti da epatite B hanno evidenziato risultati incoraggianti,
sostenuti anche dall’azione epatoprotettiva, antiossidante e
detossificante di Reishi. L’estratto di Reishi viene
correntemente somministrato nel caso di epatiti necrotiche, e
nell’intossicazione da tetracloruro di carbonio.
ALTRE
APPLICAZIONI
In cosmesi. Le donne cinesi utilizzano
Reishi per la bellezza della pelle. I benefici osservati sono
probabilmente sostenuti dall’effetto potenziante sul sistema
ormonale. Inoltre Reishi è contenuto in brevetti giapponesi
finalizzati al trattamento dell’alopecia, e della perdita dei
capelli.
USI E TOSSICITA’
Studi di tossicità
acuta e subacuta hanno rivelato l’assoluta sicurezza di impiego
sull’uomo di questo fungo. Sono stati somministrati 10 g/die di
estratto di Reishi, senza rilevare alcun effetto collaterale. Studi
di farmaconinetica suggeriscono come dose di mantenimento 0.5-1g/die,
dai 2-5 g/die per stati cronici di stanchezza, stress, sindromi
autoimmunitarie, e altre malattie croniche, sino a 5-10 gr/die per
importanti e serie patologie.
FORME ERBORISTICHE DI IMPIEGO
Reishi non è
solitamente utilizzato come alimento a causa della sua notevole
amarezza, viene però impiegato per la preparazione di tè, e di
integratori nutrizionali.
Viene utilizzato come
estratto acquoso/alcolico e sotto forma di polvere, per la
preparazione di vari tipi di nutriceutici, prodotti farmaceutici,
come bevande, tavolette, capsule, e in cosmetici sotto forma di
lozioni e creme.
Leonardo Marchitto
Herbaitalica.com
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